Fino al VII secolo il nome di questo delizioso borgo era Mombione; il nome fu cambiato per commemorare il santo irlandese che qui soggiornò per qualche tempo.
La collina di San Colombano è un affioramento pliocenico ricco di fauna fossile che attesta l’antica presenza del mare nel territorio dell’attuale pianura Padana.
Una visita a San Colombano ha come tappa d’obbligo la Chiesetta di San Rocco (XVI secolo) che è un gioiello architettonico, con pianta ottagonale, ancora oggi in perfette condizioni.
Interessante è la chiesa parrocchiale, dedicata a San San Colombano Abate.
Al suo interno sono stati collocati due affreschi di Bernardino Campi strappati dall’oratorio del castello.
Proprio nel castello, del quale restano un torrione e la torre d’ingresso merlata, nel 1353 fu ospite Francesco Petrarca.Le colline coltivate a vigneto si estendono a semicerchio intorno a questo borgo.
Nel 1164 Federico I vi ricostruì il castello e lo circondò con un borgo fortificato, che si sviluppò sotto l’influenza della signoria viscontea.
Nelle giornate limpide, dalla collina che sovrasta il paese, la visione spazia verso nord e arriva a tutto l’arco alpino, mentre dalla parte di Miradolo Terme, verso sud, lo sguardo si apre sulla valle del Po fino agli Appennini.
La collina è circondata dalla pianura, terra resa fertile dai molti canali di irrigazione costruiti nel tempo dagli uomini, fra i quali la Roggia Colombana, che lambisce la collina a nord, e il Nerone, che passa a sud. San Colombano ha l’onore d’aver dato i natali a don Carlo Gnocchi, il ‘padre dei mutilatini’.



